Chi Siamo

Casale Amati

La nostra famiglia

Siamo una grande famiglia, erede dei Marchesi Amati-Ingolotti, Nonni, figli e nipoti.

Per lungo tempo Casale Amati è stato il luogo del tempo estivo. Il casale era animato da parenti, professori, musicisti, amici. I ricordi sono di lunghe giornate trascorse nel grande giardino, pranzi all’aperto in lunghe tavolate, frittate di fiori d’aglio selvatico, bagni ghiacciati nel fiume Parmignola, raccolta di noci e nocciole.

Manuela e Roberto, geologi e docenti di matematica, sono stati i primi a decidere di trasformare il grande frantoio in una casa per vacanze circa vent’anni fa..

..oggi il lavoro prosegue..

Enrico, programmatore e scultore del marmo, si dedica alla cura del giardino e delle numerose varietà di piante.

Federica, insegnante, si occupa della gestione e dell’arredo della casa.

Livia e Valerio Massimo, studenti universitari, collaborano tra una lezione e l’altra alla gestione del casale.

Rina, memoria vivente della casa, arguta e simpatica vecchia signora, conosce la storia della famiglia meglio di tutti, ha le chiavi per accogliervi in nostra assenza.

Il nostro giardino

Ogni dimora dispone di spazi esterni indipendenti nel grande e variegato giardino all’italiana (7000 mq).


L’avvocato Marchese Panfilo Ingolotti, appassionato di botanica,
 nei primi del ‘900 arricchì il giardino che circonda il casale con piante rare.

Nel giardino si posso trovare fauna e flora autoctone a testimonianza di un territorio non contaminato.

 E’ presente un parcheggio privato, un posto auto per ogni casa vacanza e un parcheggio pubblico a 100 m dal casale. TEST

Affidabilità
Comodità
Una vacanza da sogno

Gallery

Un pezzo di storia

Casale Amati è il più antico Frantoio della Liguria di Levante; Il suo nucleo originario è datato al XIV sec. d.C.
Nei secoli la struttura si è modificata fino a raggiungere l’aspetto attuale. L’ultimo importante ampliamento risale al 1810 ad opera del Marchese Amati.
Il frantoio serviva per la produzione di olio d’oliva; tutta l’area circostante era, ed è ancora oggi, coltivata con alberi di olivo.
L’eroe nazionale Giuseppe Mazzini (1805-1872), soggiornò per tre notti nella camera a lui oggi dedicata. Mazzini fu ospitato presso il frantoio durante la fuga dalle autorità del tempo che lo condannavano per le sue idee politiche.