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12 Gen

La Via dell’Amore, Cinque Terre

Il Castello Malaspina di Fosdinovo, risalente alla seconda metà del XII secolo, si erge a nord della Toscana tra le Alpi Apuane e la costa del Mar Tirreno (Lerici, Cinque Terre, Versilia). Il Castello oggi è un museo e un centro culturale dedicato alla produzione e alla diffusione delle arti contemporanee. Il castello vive, oltre che dei suoi splendori architettonici e paesaggistici, anche delle sue famigerate leggende. La più famosa è sicuramente quella che 000-M15 riguarda la giovane Bianca Maria Aloisia, figlia di Jacopo (Giacomo) Malaspina ed Oliva Grimaldi. La coppia diede al mondo nove figli, ma l’ultima nata (una bambina) era malata, aveva la pelle chiarissima, gli occhi azzurri e i capelli biondi, solamente che alla luce del sole diventavano rossi. Non volendo far sapere al popolo la notizia la rinchiusero in una stanza dove nessuno poteva ne udirla ne vederla e negli anni decisero di comprarle un cane che le potesse tenere compagnia.

Raggiunta l’età di 7/8 anni Bianca Maria riuscì a raggiungere la finestra della stanza e vide uno stalliere del quale poi si innamorò. Lo stalliere chiese chi fosse quella bambina che non aveva mai visto e Jacopo Malaspina disse che non c’era nessuno e probabilmente era un fantasma, dunque la portò in convento per paura di essere scoperto e perché riteneva quell’amore infamante per il blasone dell’intera famiglia; mentre lo stalliere venne allontanato dal paese.

Tornata dopo anni al castello e non scordatasi del suo giovane amore, venne rinchiusa nelle prigioni e torturata finché non fosse rinsavita. Ciononostante la sua volontà non fu piegata. Solo allora, per evitare occasioni di scandalo, fu murata viva in una cella, insieme ad un cane, simbolo di fedeltà, e ad un cinghiale, emblema della ribellione.

A confermare l’autenticità della storia, accadde che nei recenti scavi effettuati durante i lavori di consolidamento, furono trovati resti di ossa appartenute molto probabilmente ad una fanciulla e a due animali. Questa vicenda così violenta e brutale, tuttavia, se pose fine alla vita della giovane Bianca Maria, sola non bastò a domarne lo spirito che pare aleggiare ancora per le stanze del castello, nelle forme di una ragazza dai lunghi capelli posati sulla schiena.

Affascinati ed attratti da questi racconti, esperti ed appassionati dell’occulto e di fenomeni paranormali hanno effettuato, qualche anno addietro, una serie di esperimenti, tutti filmati con cinepresa. Inquietante come in uno di questi si è poi visto, chiaramente, una figura scura, dalle sembianze umane, attraversare la stanza da muro a muro, come fosse 000-853 sospinta dal vento. Un’altra delle storie che si raccontano nel Castello riguarda la marchesa Cristina Pallavicini.

Una vita macchiata di sangue e delitti, la sua. Il marito Ippolito, infatti, fu vittima e carnefice dei fratelli Pasquale e Ferdinando in un’atroce lotta per il domino del feudo. Rimase tutrice del piccolo Carlo Agostino, suo figlio, e governò su Fosdinovo finché il piccolo non raggiunse la maggiore età. Della donna si tramanda un’immagine di fascino, lussuria, mistero e morte. In vita sua ebbe molti amanti, quasi tutti popolani, e la leggenda racconta che la marchesa, per non essere scoperta né tradita, dopo averci trascorso la notte insieme, se ne sbarazzava facendoli precipitare nella botola posta al centro della sua stanza da letto.

Le grida disperate degli sventurati uomini, data la particolare acustica della stanza, ricadevano al centro di essa e non venivano udite al di fuori della porta. Per questo i delitti, al tempo, non furono mai scoperti.

Nella camera, in effetti, è ancora ben visibile la traccia di un’antica botola. Sotto di questa da poco è stata scoperta un’altra stanza (soprannominata “camera delle torture.

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